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Super Bowl XLVII a New Orleans

Mondo America al XLVII Super Bowl di New Orleans con Roberto Gotta

Storified by · Tue, Feb 05 2013 05:35:34

Ecco come Mondo America ha vissuto il XLVII Super Bowl di New Orleans attraverso i tweet di Roberto Gotta
Mondo America: parte l’avventura! Veniteci a trovare sul nostro nuovo Blog http://mondoa.me/si-parte parliamo di America a modo nostro.Mondo America
Nuovo il sito e nuova (New)… Orleans, per il Super Bowl. Ecco, in… delayed streaming, alcune immagini dei giorni scorsi. Scattate da noiMondo America
Gadget del Super Bowl Arizona 2015: notare, sulla flash card, i laccetti del pallone a formare XLIX. http://pic.twitter.com/ROHTJ2DxMondo America
Il poliziotto (notare il contorno della Louisiana sul petto) sfoggia l’anello del Super Bowl di Jerry Rice http://pic.twitter.com/BS4wgfUKMondo America
Chi non è sponsor non nomina nemmeno ‘Super Bowl’ per non rischiare azioni legali. È solo il ‘Big Game’ http://pic.twitter.com/mzAj8Eq4Mondo America
Chi è sponsor, invece, è ovunque: questo è un distributore gratuito di bibite in sala stampa. http://pic.twitter.com/fRbvPqdCMondo America
Alex Smith con Andrea Kremer (Nfl Network). http://pic.twitter.com/izWblrsWMondo America
Agli incontri stampa i giocatori arrivano vestiti come pare a loro, ma prima di entrare ricevono la maglia http://pic.twitter.com/0afoive0Mondo America
Vernon Davis, tight end con zainetto http://pic.twitter.com/jsGZ4yo3Mondo America
Mike Iupati, guardia con tatuaggi http://pic.twitter.com/UdFXimNEMondo America
Colin Kaepernick seduto… http://pic.twitter.com/LVAq06YeMondo America
… e in piedi (nonché ‘mosso’!) http://pic.twitter.com/xIfyQjbxMondo America
Donte Whitner, safety http://pic.twitter.com/fQZgM10UMondo America
Nell’hotel dei 49ers ci sono questi. http://pic.twitter.com/UNjIPX5WMondo America
… E anche uno dei banchi dell’accettazione si è adeguato http://pic.twitter.com/eXXTkkWXMondo America
Hotel Ravens: in cima alle scale non un Rockwell ma un ‘Torrey Smith’ http://pic.twitter.com/LfkWz4FsMondo America
La mano del grande Mike Ditka, con l’anello del Super Bowl del 1986. http://pic.twitter.com/8mBQVS75Mondo America
La mano del grande Jerry Rice, con uno degli anelli vinti http://pic.twitter.com/N8m7XCcdMondo America
A soli (?!?) 2.200 dollari ecco un casco autografato da tutti i 49ers. http://pic.twitter.com/Ewim4NSgMondo America
Altre maglie in vendita. http://pic.twitter.com/MN3mxIbBMondo America
Figurina di Joe Namath http://pic.twitter.com/mEjMGafzMondo America
A 80 dollari, foto autografata (Dwight Clark) della celebre ‘(The) Catch’ del 1982 http://pic.twitter.com/0LnJu28uMondo America
L’indimenticabile Walter Payton. Prezzo alto perché, ovviamente, gli esemplari in giro sono sempre più rari. http://pic.twitter.com/NobxW74gMondo America
Alex Silvestro, giocatore della practice squad (squadra di riserva, che NON gioca le partite), si fotografa con l’iPad http://pic.twitter.com/AfRIkBCgMondo America
Il pudore di Patrick Willis: non voleva mostrare troppi muscoli… 🙂 http://pic.twitter.com/bI7IQ50gMondo America
Matt Birk, centro di Baltimore http://pic.twitter.com/ZjHYgzqiMondo America
Doppia cuffia e doppio cellulare/mp3 player per Josh Bynes http://pic.twitter.com/Sa3SxIuxMondo America
Ed Reed, The U sul bicipite http://pic.twitter.com/d8eMk7CaMondo America
Questo signore, come dice la scritta sulla camicia, ha visto TUTTI i Super Bowl. http://pic.twitter.com/YDmjGDMdMondo America
Randy Moss. Per autodefinizione, il miglior ricevitore della storia. http://pic.twitter.com/lDrgA2dpMondo America
Katharine Webb, Miss Alabama e fidanzata di AJ McCarron (qb di Alabama). E non molto altro, per il momentoMondo America
Pizza gratis per gli addetti ai lavori. A distribuire le prime fette, Papa John in persona. http://pic.twitter.com/uxkqBBjYMondo America
Display bifronte del Super Bowl 2014 di New York: da questo lato si vede il New Jersey… http://pic.twitter.com/3QUOxWAIMondo America
Per la cronaca: il Media Day sarà al Prudential Center di Newark, non allo stadio. E la NFL Experience occuperà alcuni isolati di NY aMondo America
partire dalla 34th Street verso nord, con la chiusura di varie strade. In bocca al lupo, considerando i cronici problemi di traffico…Mondo America
Curiosità: wifi con prezzo allegato http://pic.twitter.com/3i6WA337Mondo America
Curiosità, a dire il vero già abbastanza diffusa: presa USB direttamente nella presa della corrente. http://pic.twitter.com/W6b6ehtEMondo America
Michael Oher, costretto per l’ennesima volta a raccontare la storia che ha fatto nascere The Blind side. Non ne può più http://pic.twitter.com/SQGXww9aMondo America
L’autore di questi tweet è stato "catturato" da quelli della Gatorade, e il risultato del fotomontaggio è questo. Ora http://pic.twitter.com/4EhAWZqsMondo America
Set di Nfl Network, in diretta tra poco http://pic.twitter.com/toydOKuWMondo America
La stanchezza di un tecnico di CBS Sports Radio http://pic.twitter.com/cN8b6J1AMondo America
Sirius Xm Radio: a destra i tre in diretta, a sinistra Ross Tucker attende il suo turno http://pic.twitter.com/ObcumDNmMondo America
Bagel, paste e caffé per lo staff di NFL Network. Inizia NFLAM. http://pic.twitter.com/4r31GvrZMondo America
CBS Sports Radio, in diretta anche Tiki Barber http://pic.twitter.com/kAprvsc0Mondo America
Al Media Center spunta Andy Roddick http://pic.twitter.com/VTDLYThBMondo America
Clay Matthews ospite di Sirius XM http://pic.twitter.com/6IhDptzgMondo America
Un barista temporaneo al Gatorade Fuel Bar: Eli Manning. Sembra in imbarazzo, come sempre. http://pic.twitter.com/gLqdiJVtMondo America
Le conferenze stampa dei coach il venerdì sono sempre uguali, come tono. Avere i due fratelli assieme, come oggi, è quasi rivoluzionario.Mondo America
Sul palco ora i candidati a coach of the year per le high school, intitolato a Don Shula. Presente, ma in condizioni, purtroppo, precarie.Mondo America
La conferenza stampa del Commissioner Roger Goodell, che chiude gli appuntamenti ufficiali della settimana. http://pic.twitter.com/B7iX8V9rMondo America
Interessante chiacchierata con JJ Watt degli Houston Texans e con Roberta Anding, nutrizionista del club. Ne parleremo tra alcuni giorni.Mondo America
#sb47 Fuori dal Media Center, gli oggetti dei cacciatori di autografi http://pic.twitter.com/HslDFwqiMondo America
A un certo punto, ieri, si è presentato Mitch Ross, della SWAT, sventolando l’estratto di corna di cervo di cui si http://pic.twitter.com/fMB2T5BYMondo America
Questo l’interno della sua auto, con una busta. http://pic.twitter.com/xvrwm8l4Mondo America
Bellissimi i guanti Nike. Costano però 100 dollaroni tondi (+tasse). #sb47 http://pic.twitter.com/mP1yJ9mOMondo America
Le regole per le sfilate dei carri del Mardi Gras http://pic.twitter.com/EQtT30lZMondo America
Prima pagina del Baltimore Sun di oggi: J. Ogden e Art Modell potenziali Hall-of-Famer (tra 10′). E il Super Bowl… http://pic.twitter.com/u5tIXUVoMondo America
Non siamo grandi tifosi delle Hall of Fame, ma è emozionante vedere le reazioni di chi è stato eletto. Mancano 5 minuti http://pic.twitter.com/ihSKf3YMMondo America
Un po’ triste che al pubblico in sala (comunque addetti ai lavori e parenti dei candidati) venga chiesto l’applauso http://pic.twitter.com/nhIzBVIbMondo America
(per ragioni televisive) ad ogni video dei candidati alla Hall of Fame. Che è, la Prova del Cuoco? :-(Mondo America
“@HBarnes: Social media night shooting shirts @ Oracle Arena http://instagr.am/p/VPzUmJEarJ/” @ZatomasMondo America
“@USATODAY: RT @usatodaysports What’s the best way to watch the Super Bowl? With Super Bowl bingo! http://pic.twitter.com/MXBOEHa9” Lol!Mondo America
Siamo appena partiti da New Orleans verso Chicago in treno, 19 ore attraversando gli Usa da sud a nord sul treno 58, il City of New OrleansMondo America

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È America, molto America, anche questo. Ovvero infondere umorismo in situazioni apparentemente seriose, come le spiegazioni delle norme di sicurezza di un aereo.

Non potendo ricorrere, come in paesi meno civili, al classico espediente del corpo femminile per pubblicizzare un prodotto, perlomeno non nella maniera in cui capita altrove, i creativi americani l’hanno spesso buttata sul ridere, con risultati eccellenti, ove non forzati. Mi sembra particolarmente interessante l’approccio della Delta, la compagnia aerea che da qualche anno ha assorbito la Northwest, a cui ero molto legato perché copriva (anche) zone a me care. Alcuni anni fa aveva fatto parecchia eco il video con la presenza dominante di Katherine Lee, una hostess/assistente di bordo, che nello spiegare le norme di sicurezza mostrava originalità e personalità. La Lee, soprannominata Deltalina con la fusione (non molto brillante) del nome della compagnia con Angelina (Jolie), cui si diceva assomigliasse, era diventata presto famosa, pur continuando saggiamente a lavorare per la Delta, che ora, per i due video messi in circolazione a fine 2012, ha scelto di mantenere, anzi aumentare la vena umoristica, con alcuni risvolti. Se infatti le narratrici, anch’esse realmente dipendenti della compagnia, non escono dal seminato con le loro spiegazioni, l’umorismo spunta invece dalle immagini, che mostrano situazioni paradossali abbinate a ciascun aspetto della sicurezza aerea di cui si parla. E allora ecco che un passeggero-robot spegne se stesso nel momento in cui bisogna mettere via tutti gli apparecchi elettronici, o il tizio vestito da cowboy che a sorpresa infila nella cappelliera un trolley rosa. In una delle due versioni compare, sullo sfondo di uno steward, la sagoma di Abraham Lincoln seduto al suo posto, mentre dopo 1’39” spunta, sempre in grande forma, proprio Deltalina, che al passeggero con pipa ripete il gesto del non fumare, uno di quelli che maggiormente erano piaciuti nella versione del 2008. Ma riflettendoci un attimo, stiamo parlando di un video di bordo con citazione di un altro video di bordo, e forse ci siamo spinti troppo avanti. Che diventi anche questo un genere cinematografico?

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Il turista medio che va a New York si è magari meritoriamente studiato tutto di Times Square o del Guggenheim Museum, ma rischia di andare in difficoltà se deve prendere i mezzi pubblici.

Parliamo del turista normale che si decide a girare con un minimo di autonomia, lontano dal veleno cerebrale dei viaggi con “pomeriggio a disposizione per eventuali escursioni”. Il guaio arriva appunto quando ci si trova alle prese con sistemi diversi dai nostri, e magari non immediatamente comprensibili, in special mondo quando tutto attorno va ad una velocità a noi sconosciuta. Non è una colpa, non è una vergogna, non è un imbarazzo: nessuno nasce colto e preparato, e certi aspetti della vita vanno semplicemente appresi, con una prima volta che sia meno scottante possibile. L’autore di questo blog, pur con tutti i viaggi fatti, alla prima esperienza a New York si trovò in mano un gettone (all’epoca funzionava così, con i “token”, cercate Gettoni della metropolitana su un motore di ricerca) e non sapeva cosa farsene, perché incredulo che a New York (New York!) si fosse ancora fermi a quel metodo antiquato mentre in altri luoghi c’erano già da tempo le tessere magnetiche. Torniamo al punto iniziale: come affrontare un primo viaggio sui mezzi pubblici a New York? A salire sono capaci tutti, ma a scendere? Basta osservare gli altri, è facile: come si vede nel filmato, una volta che si accende la luce verde basta sfiorare la striscia gialla verticale, e dare una spinta (decisa), e la porta si apre. Sì, ci abbiamo messo 17 righe di Word per una descrizione così banale… eppure a qualcuno può tornare utile.

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Ebbene sì, era inevitabile un pistolotto iniziale. Pistolotto, sproloquio, o meglio spiegazione di cosa sia questo blog.

NYC 2013 Un piccolo progetto, una piccola idea. Parlare di America su più fronti, raccontarla senza la pretesa di volerla spiegare. E raccontarla non a blocchi e monoliti ma per tratti e sezioni, secondo un meccanismo che avevo applicato alla rivista di pallacanestro che per mia disgrazia ho diretto alcuni anni fa. Nella quale non dicevo genericamente ai collaboratori “fammi 10.000 battute [di testo, non di spirito] sui Lakers” ma “spieghiamo perché i Lakers con l’attacco triangolo hanno acquistato stabilità nelle partite sotto i 100 punti”. Nel primo caso, si sarebbe propinato ai lettori un articolo generico e a mio avviso disonesto, che avrebbe avuto la pretesa impossibile di spiegare nell’arco di poche pagine le dinamiche e le questioni relative a una squadra; nel secondo caso, attuato, ci si concentrava su un solo aspetto, cercando di esplorarlo nella maniera più completa, nella consapevolezza che presto si sarebbe potuto parlare di altro, a proposito della stessa squadra, creando così poco alla volta un mosaico intellegibile.

Questo è anche il criterio di Mondo America. Non troverete mai una guida completa alla città di New York, a meno che qualche pazzo non si offra di scriverla e però non ci impieghi meno di un anno, ché solo così avrebbe un valore. Troverete invece, disseminati nel tempo, piccoli ritratti della città, piccoli contributi da leggere e magari tenere a mente. Troverete consigli pratici, curiosità, aneddoti, semplici flash di immagini fisse e statiche e suoni, nati magari da ispirazioni del momento.

Cercando una via di mezzo tra informazione e levità, seriamente ma non seriosamente. Potrà capitare che si faccia la recensione di un grande hotel, nel (raro) caso in cui ci soggiornassimo, così come dell’ostello, cercando sempre di essere onesti e diretti. Non vivendo negli Stati Uniti, ci piacerà evidenziare alcuni aspetti che non vengono spesso raccontati da chi ci vive, perché ritenuti scontati, ma che crediamo siano interessanti per chi sta preparando un viaggio, o progetta di farlo.

Ce n’è, come si può immaginare, per anni, se resisteremo in quello che è sostanzialmente un hobby.

Nato un giorno dello scorso settembre, mentre guidavo da Chicago a Davenport, Iowa. Sognavo l’Iowa da 24 anni tondi, da una sera in cui in una casa di La Crosse, nel Wisconsin, in cui ero ospite, attesi fino all’1 o alle 2 di notte che andasse in onda la partita di football universitario tra Hawaii e Iowa. Le immagini sullo schermo non erano molto nitide – il canale si riceveva via etere, non via cavo o satellite – e tra immagini generico-riempitive e pubblicità l’annunciatrice comparve più volte a ricordare che il collegamento sarebbe iniziato di lì a poco. In realtà non arrivò mai, ma in quel buio notturno di inizio settembre, in quella casa silenziosa, in quel dormiveglia placido, in quella nazione così evoluta, quel canale incompiuto, quell’annunciatrice dall’acconciatura così improponibile secondo i miei standard, quel senso di attesa mai soddisfatto mi suscitarono una curiosità che per pigrizia – La Crosse è a poche decine di chilometri dall’Iowa, e avevo dinanzi a me ancora una decina di giorni di soggiorno privo di impegni – e inerzia non esplorai, in quei giorni. Potendolo fare, sono andato nell’Iowa appunto ai primi di settembre del 2012, per annusare l’aria di Iowa City e Davenport, che è poi parte delle celebri Quad Cities, due delle quali, Moline e Rock Island, sono in Illinois, sempre sul Mississippi, e ho pure seguito il “derby” di football tra Iowa e Iowa State, godendomi un pomeriggio di assoluta estasi e immersione in un mondo diverso da quello a cui sono abituato. E mentre guidavo, appunto, mi è venuto in mente che ormai 25 anni di viaggi negli Stati Uniti, facendone in media tre all’anno, potevano rappresentare una base di partenza discreta per un sito che servisse a illustrare tanti aspetti di quella nazione, di quel mondo per riprendere il titolo del blog, e del sito.

Quello che illustreremo sarà nella maggior parte dei casi quello che avremo visto di persona, o su cui avremo informazioni dirette e affidabili. Dal basso, non dall’alto, perché ho sempre viaggiato da persona normale, non da vip: a parte le situazioni in cui non c’era scelta, perché magari prendere una stanza nell’hotel designato dalla NFL o dalla NBA permetteva di usufruire poi di agevolazioni logistiche, mj sono sempre mosso con un occhio ai conti e alle spese, e dunque l’esperienza di prendere un autobus in periferia o un Greyhound (o Megabus) da una città all’altra l’ho fatta e la faccio realmente, non per ispirazione letteraria. Non intervisteremo sociologi o politologi della Johns Hopkins o di Georgetown, perché abbiamo ben presente quanto lontani dalla vita reale e dalle persone comuni siano i loro colleghi italiani e non abbiamo intenzione di dare spazio a trombonismi accademici seppur di stampo statunitense, anche se ci rendiamo conto che è poi con queste interviste che si creano le amicizie e i contatti che ti fanno poi invitare al convegno organizzato dal professore stesso e a darti gloria.

Pazienza. Non è quella che cerchiamo: cerchiamo solo di fare le cose per bene, e perdonateci se faremo confusione e saremo irregolari e sproloquianti e salteremo di palo in frasca.

È l’ispirazione, del resto, che conta. E spero che il contenuto sia di vostro gradimento, così come lo spera Matteo Magni, che con bravura ed energia impressionanti, specialmente se paragonate alle mie, è responsabile di tutta la parte tecnica del sito, oltre che ottimo suggeritore, ora e quando partirò per la tangente.

Grazie.